La Commissione Europea ha istituito il registro dei passaporti digitali di prodotto (PDP), un sistema centrale e sicuro che ospita i metadati relativi ai fornitori di servizi digitali, come gli identificativi univoci, senza conservare i dati dei singoli prodotti, che restano presso gli operatori economici. Il registro renderà più trasparenti le catene di approvvigionamento e permetterà ai consumatori di accedere, tramite codice QR o supporto digitale, a informazioni su origine, riutilizzo, istruzioni d’uso e conformità normativa dei prodotti. Il PDP sarà applicato progressivamente ai settori tessile, siderurgico, dell’alluminio, degli pneumatici, dei mobili, delle TIC e dei prodotti connessi all’energia, oltre ai prodotti disciplinati da normative settoriali (costruzione, giocattoli, detergenti). Il primo passaporto digitale sarà obbligatorio per alcune batterie dal 18 febbraio 2027. La Commissione ha inoltre attivato un helpdesk, un ambiente test e un sito dedicato per supportare gli operatori nella transizione.
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Con la sentenza n. 144 del 23 luglio 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 1, comma 1, lett. b), della legge regionale Sardegna n. 31/2025, che sospendeva i procedimenti autorizzativi per impianti FER nelle aree non qualificate come...


