La Corte di giustizia dell’UE, nella sentenza del 5 febbraio 2026 (cause riunite C‑364/24 e C‑393/24), ha confermato la validità della procedura che consente agli Stati membri di vietare o limitare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Tale procedura permette alla Commissione di modificare l’ambito geografico dell’autorizzazione alla coltivazione di un OGM quando uno Stato membro lo richiede e il titolare dell’autorizzazione non si oppone entro 30 giorni. La Corte ha ritenuto legittimo il divieto italiano relativo al mais MON 810, respingendo le censure relative alla libera circolazione delle merci, alla libertà d’impresa e ai principi di proporzionalità e non discriminazione. Ha inoltre chiarito che l’obbligo di motivazione sorge solo in caso di opposizione del titolare, esclusa nel caso di specie.
Stallo societario del CdM: quali sono le clausole statutarie per superarlo
Lo studio notarile n. 126/2025 recentemente approvato dalla Commissione studi d’impresa del Consiglio Nazionale del Notariato ha analizzato i risvolti degli stalli decisionali nell’organo amministrativo e le possibili clausole per la risoluzione degli stessi. La...


