La rottamazione quinquies prevista dal Ddl di Bilancio 2026 introduce un rilevante effetto protettivo per contribuenti e fornitori della PA: la semplice presentazione dell’istanza di adesione, infatti, consente di neutralizzare anche verifiche di inadempienza già concluse, evitando che l’agente della riscossione proceda al pignoramento delle somme dovute ai fornitori pubblici. Un meccanismo che, secondo quanto emerge da relazione illustrativa e dossier parlamentari, dovrebbe operare anche per i rimborsi fiscali superiori a 500 euro, permettendone l’erogazione senza compensazione obbligatoria. La misura si innesta nel quadro più ampio degli effetti sospensivi che l’istanza produce sui carichi coinvolti, incidendo su procedure esecutive, dilazioni in essere e rilascio del DURC.
Buoni pasto del professionista: quali sono le criticità applicative?
Per il professionista che opera in autonomia, senza un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione assimilata, i costi relativi ai buoni pasto risultano deducibili nel limite del 75% entro il 2% del fatturato annuo, mentre l’IVA resta interamente detraibile....


