Nell’era dell’AI l’impresa non può “dimenticare”: il reverse mentoring non basta

da | 28 Ago 2026 | Ipsoa - Lavoro

La vera sfida nella gestione delle aziende, ancor prima di decidere quali attività affidare all’intelligenza artificiale, è comprendere come far dialogare chi ha costruito competenze, linguaggi e aspettative in epoche profondamente differenti. L’algoritmo non sostituisce chi possiede la conoscenza, né replica il giudizio maturato con l’esperienza; solo se l’impresa decide quale conoscenza custodire, chi debba validarla e secondo quali criteri aggiornarla può ridurre, semmai, la distanza tra chi sa e chi deve ancora imparare. In assenza di queste scelte di governance, l’IA non conserva la memoria dell’organizzazione, ma ne moltiplica soltanto i frammenti. Il reverse mentoring può dare a questo processo una forma concreta e crea lo spazio nel quale esperienza e innovazione possono riconoscersi, interrogarsi e migliorare reciprocamente. In questo nuovo contesto, qual è il ruolo della consulenza professionale?

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