Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026, convertito dalla legge n. 112/2026), interviene sulla disciplina del lavoro svolto tramite piattaforme digitali con l’obiettivo di contrastare il fenomeno del caporalato digitale e garantire maggiori tutele ai lavoratori della gig economy. La riforma introduce una presunzione relativa di subordinazione fondata sulle concrete modalità di svolgimento della prestazione e sull’utilizzo di sistemi algoritmici. Amplia, inoltre, gli obblighi di trasparenza e conservazione dei dati, rende obbligatoria l’identificazione digitale mediante SPID, CIE o autenticazione a più fattori, estende gli adempimenti relativi al Libro Unico del Lavoro e introduce nuove sanzioni.
Disabilità e documentazione sanitaria: mandato digitale dei patronati
L’INPS, con il messaggio n. 2661 del 2026, integra la procedura DOCSAN con la Piattaforma Intermediari, estendendo il principio del mandato digitale unico anche all’allegazione della documentazione sanitaria nell’ambito della nuova valutazione di base della disabilità...


