La legge di Bilancio 2025 ha previsto l’applicazione del reverse charge per le prestazioni di servizi rese nei confronti di imprese che svolgono attività di trasporto e movimentazione merci e servizi di logistica. Il decreto fiscale ha ampliato il presupposto oggettivo di tale regime; in considerazione della non immediata operatività della disciplina (la cui efficacia è subordinata all’autorizzazione UE) è stato introdotto, in via transitoria, un regime facoltativo che prevede che il committente paghi il corrispettivo al prestatore al netto dell’IVA, senza quindi subire la rivalsa, e versi l’IVA direttamente all’erario in nome e per conto del prestatore stesso. Tuttavia, nemmeno il regime opzionale è operativo: manca ancora il provvedimento attuativo dell’Agenzia delle entrate che definirà le modalità e i termini della nuova disciplina.
Costituzione di diritto di usufrutto con donazione: il trattamento fiscale
Con la risposta a interpello n. 130 del 25 giugno 2026, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che il termine ''trasferimento'', usato dal legislatore per indicare tutti quegli atti che prevedono il passaggio da un soggetto a un altro della proprietà di beni immobili...


