In caso di licenziamento, al fine di ridurre il contenzioso, è previsto un meccanismo di conciliazione. L’importo da offrire al lavoratore viene predeterminato nel suo valore dalla legge ed è differenziato in base al requisito occupazionale del datore di lavoro. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 118 del 21 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 9, comma 1, del D.Lgs. n. 23/2015, nella parte relativa ai parametri di calcolo dell’offerta conciliativa per i licenziamenti illegittimi nelle imprese fino a 15 dipendenti, di fatto stabilendo nuovi criteri di calcolo. Cosa prevede la normativa in materia? Quali sono gli adempimenti amministrativi in carico al datore nel caso di offerta conciliativa? Che impatti ha la sentenza della Corte Costituzionale sul calcolo dell’assegno di conciliazione? Un esempio può essere di aiuto.
Bonus mamme 2027: a chi spetta e qual è l’importo
Il disegno di legge di Bilancio 2027 (A.C. 3174) ridisegna il bonus lavoratrici madri, aumentando per il 2027 il contributo da 60 a 100 euro mensili, fino a un massimo di 1.200 euro annui, con erogazione trimestrale da parte dell’INPS. La misura, destinata a diventare...

