In caso di licenziamento, al fine di ridurre il contenzioso, è previsto un meccanismo di conciliazione. L’importo da offrire al lavoratore viene predeterminato nel suo valore dalla legge ed è differenziato in base al requisito occupazionale del datore di lavoro. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 118 del 21 luglio 2025, ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 9, comma 1, del D.Lgs. n. 23/2015, nella parte relativa ai parametri di calcolo dell’offerta conciliativa per i licenziamenti illegittimi nelle imprese fino a 15 dipendenti, di fatto stabilendo nuovi criteri di calcolo. Cosa prevede la normativa in materia? Quali sono gli adempimenti amministrativi in carico al datore nel caso di offerta conciliativa? Che impatti ha la sentenza della Corte Costituzionale sul calcolo dell’assegno di conciliazione? Un esempio può essere di aiuto.
Lavoro in somministrazione: il principio di parità di trattamento non si estende al licenziamento
Con le Conclusioni dell'Avvocato Generale Jean Richard de la Tour, presentate il 25 giugno 2026 nella causa C-172/25, viene affrontato un tema di particolare rilievo per il lavoro in somministrazione: l'estensione del principio di parità di trattamento alle condizioni...


