Il trasfertista è un lavoratore che, per contratto, è obbligato a prestare la sua attività lavorativa in luoghi sempre diversi e variabili. Nel contratto di assunzione, infatti, non viene indicata una specifica sede lavorativa e la sua attività, oltre a richiedere un continuo spostamento, prevede anche il pagamento di un’apposita indennità o una maggiorazione di retribuzione per compensare il continuo disagio. Tale modalità lavorativa risulta essere fondamentale ai fini delle regole di gestione fiscale e previdenziale delle spese sostenute dal lavoratore e la loro imponibilità totale o parziale. Come vanno trattate contabilmente queste indennità? Cosa prevede la normativa del TUIR in materia? Cosa ha stabilito recentemente al riguardo la Corte di Cassazione?
Contratti di solidarietà: recupero sgravio contributivo
L’INPS, con il messaggio n. 2758 del 2026, fornisce le istruzioni per la fruizione dello sgravio contributivo connesso ai contratti di solidarietà accompagnati da CIGS, finanziato con le risorse stanziate per il 2024. Sono interessate le imprese individuate...


