Il trasfertista è un lavoratore che, per contratto, è obbligato a prestare la sua attività lavorativa in luoghi sempre diversi e variabili. Nel contratto di assunzione, infatti, non viene indicata una specifica sede lavorativa e la sua attività, oltre a richiedere un continuo spostamento, prevede anche il pagamento di un’apposita indennità o una maggiorazione di retribuzione per compensare il continuo disagio. Tale modalità lavorativa risulta essere fondamentale ai fini delle regole di gestione fiscale e previdenziale delle spese sostenute dal lavoratore e la loro imponibilità totale o parziale. Come vanno trattate contabilmente queste indennità? Cosa prevede la normativa del TUIR in materia? Cosa ha stabilito recentemente al riguardo la Corte di Cassazione?
Bonus assunzioni nelle ZES: quanto conviene
Il decreto Lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026, convertito in legge n. 112/2026) ha introdotto un nuovo esonero contributivo totale destinato ai datori di lavoro privati che assumono over 35 da impiegare nelle aree ZES del Mezzogiorno. L’incentivo riguarda le assunzioni a...


