Per dimostrare la partecipazione a una frode, l’Autorità tributaria può basarsi su elementi di prova idonei a dimostrare che il soggetto passivo, dando prova di tutta la diligenza richiesta, avrebbe potuto sapere che l’operazione rientrava in una frode. La detrazione dell’IVA non può essere negata solo perché l’operatore non ha rispettato gli obblighi normativi in materia di sicurezza della catena alimentare. È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia UE nella sentenza C-512/21 del 1° dicembre 2022, sulle modalità di individuazione della partecipazione, attiva o passiva, dell’operatore alla frode.
Contributo straordinario delle banche: pronti i codici tributo
Con la risoluzione n. 20 del 15 maggio 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto l’istituzione dei codici tribute per consentire il versamento, tramite modello F24, del contributo straordinario delle banche e degli eventuali interessi e sanzioni dovuti in caso di...


