Per dimostrare la partecipazione a una frode, l’Autorità tributaria può basarsi su elementi di prova idonei a dimostrare che il soggetto passivo, dando prova di tutta la diligenza richiesta, avrebbe potuto sapere che l’operazione rientrava in una frode. La detrazione dell’IVA non può essere negata solo perché l’operatore non ha rispettato gli obblighi normativi in materia di sicurezza della catena alimentare. È quanto ha stabilito la Corte di Giustizia UE nella sentenza C-512/21 del 1° dicembre 2022, sulle modalità di individuazione della partecipazione, attiva o passiva, dell’operatore alla frode.
È legittima la tassazione al 33% sulle criptovalute?
La legge di Bilancio 2026 ha previsto l’applicazione generalizzata dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze derivanti da criptovalute nella misura maggiorata del 33%, salvo il mantenimento della precedente aliquota del 26% con riferimento agli stablecoin ancorati...

