Il disegno di legge di Bilancio 2026 (AS 1689) apre alla possibilità per Regioni ed enti locali di istituire definizioni agevolate sui crediti di difficile esazione, con riduzione o esclusione di interessi e sanzioni, entro termini certi. Si tratta, di fatto, della trasposizione dell’impianto già delineato dal decreto attuativo della delega fiscale in materia di tributi regionali e locali, che qualifica la definizione agevolata come strumento strutturale di gestione del pregresso entro i vincoli dell’equilibrio di bilancio e dell’autonomia ordinamentale dell’ente. Un vero cambio di paradigma: non più interventi episodici, dettati dall’urgenza di far cassa o di svuotare il magazzino dei crediti difficilmente esigibili, ma un meccanismo ordinario, previsto e prevedibile, inserito nella fisiologia dei tributi regionali e locali.
Il credito del Gruppo IVA non può essere ceduto al consolidato fiscale
Con la risposta a interpello n. 88 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha escluso la possibilità di trasferire il credito IVA dal Gruppo IVA al consolidato fiscale nazionale. Una interpretazione rigorosa del principio di identità soggettiva che conduce all’assimilazione...


