Con la sentenza 7 marzo 2024, C-341/22 la Corte di Giustizia UE ha dichiarato l’incompatibilità della disciplina italiana per le società di comodo rispetto alle regole che governano il sistema dell’imposta sul valore aggiunto e, in particolare, rispetto al principio di neutralità dell’IVA. La presunzione relativa prevista dall’art. 30, legge n. 724/1994 eccede quanto necessario per prevenire i fenomeni di evasione o abuso, con conseguente illegittimità del diniego all’esercizio del diritto di detrazione IVA. Infatti, la presunzione si basa esclusivamente sulla valutazione del volume di ricavi che, di per sé, non può essere indicativo del carattere fraudolento delle operazioni effettuate o dell’esistenza di una costruzione artificiosa finalizzata all’esclusivo conseguimento di vantaggi fiscali.
Rottamazione quinquies enti territoriali: pronte le istruzioni operative per aderire dal 16 ottobre 2026
Dalla verifica dei carichi definibili alla domanda fino alla gestione delle controversie e delle rateizzazioni in corso: l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha dettato le istruzioni operative per l’adesione - dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 - alla rottamazione...


