La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha esaminato due ricorsi relativi all’ispezione fiscale di locali aziendali la cui sede legale coincideva con l’abitazione del rappresentante. L’autorizzazione del pubblico ministero ha permesso un accesso esteso e non circoscritto ai documenti, comprese perquisizioni domiciliari e su veicoli. La Corte ha ritenuto inefficaci i rimedi interni ex post e ha concluso per l’illiceità degli accessi, Lo Stato italiano è stato condannato al pagamento di 7.600 euro per danno non patrimoniale.
Affitti brevi: regime presuntivo d’impresa solo per il fisco e per l’intero periodo d’imposta
La previsione per cui, quando gli immobili locati a breve siano più di due l’attività, “si presume svolta in forma imprenditoriale ai sensi dell’art. 2082 c.c.” presenta un profilo di ambiguità: il rinvio alla nozione civilistica di imprenditore può infatti indurre a...


