Il modello italiano sull’invecchiamento attivo attribuisce al datore di lavoro un ruolo strategico, riconoscendogli la responsabilità di adottare misure organizzative e preventive volte a garantire condizioni lavorative sostenibili per i soggetti in età avanzata. Tale centralità si traduce in obblighi specifici, che mirano a favorire ambienti inclusivi e a valorizzare le competenze maturate nel corso dell’esperienza professionale. La sfida attuale consiste nel consolidare tale evoluzione, trasformando l’invecchiamento attivo da principio ispiratore a diritto effettivo, capace di riflettere la complessità delle condizioni di vita e di lavoro nella maturità, e di offrire risposte concrete ai bisogni di una società che, inevitabilmente, invecchia. Siamo ancora in una fase di transizione!
Interdizione post partum: provvedimento rivedibile in autotutela
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con il parere n. 1829 del 2026, ha chiarito che la definitività di un provvedimento di interdizione post partum comporta l’esaurimento dei rimedi amministrativi ordinari, ma lascia impregiudicato il potere-dovere...


