Avevamo davvero bisogno del D.Lgs. 47/2026 per individuare, nella sostanza, i compiti degli organi di governance? La riforma non costruisce o innova il porto della “buona governance”, ma accende finalmente un potente faro “giuridico” su un porto già esistente. Illumina le rotte, elimina le zone d’ombra, corregge asimmetrie, armonizza i modelli di governance e rende più chiare e definite le responsabilità di chi quel porto deve conoscere, governare e controllare in forma sistemica e integrata. Sollecita così una “cultura del cambiamento”, capace di superare l’approccio a “silos” e di realizzare la necessaria integrazione tra strategia, rischio e controllo, come declinata nel Sistema di Controllo Integrato. E chi è chiamato al cambiamento potrà e dovrà farlo “in chiaro”, sotto la luce del faro.
Concessioni balneari: validi gli atti di proroga non contestati nei termini
Con la sentenza n. 6835 del 7 settembre 2026, il Consiglio di Stato ha confermato il rigetto del ricorso proposto contro gli atti relativi all’affidamento di concessioni demaniali marittime nel Comune di Santa Marinella. I giudici hanno chiarito che la nota comunale...


