Nelle conclusioni del 17 settembre 2026 nella causa C-317/25, l’Avvocato generale della Corte di Giustizia UE chiarisce che il consenso al trattamento dati per fini commerciali verso generici «partner» non è valido senza l’identità precisa dei destinatari. Secondo l’Avvocato generale, l’assenza del nome del titolare rende il consenso non informato e invalido ai sensi del GDPR. Di conseguenza, le aziende devono richiedere un nuovo consenso preventivo prima dell’invio delle comunicazioni. La facoltà di cancellazione al primo contatto non sana la violazione. La nozione di “partner” è giudicata troppo vaga per permettere all’utente di prevedere chi lo contatterà.
Composizione negoziata: cosa deve contenere la relazione finale dell’esperto
Il decreto dirigenziale del Ministero della Giustizia 23 aprile 2026 ha introdotto, nell’allegato n. 5, un indice di riferimento per la relazione finale dell’esperto nella composizione negoziata. Il documento non rileva soltanto al termine delle trattative: la...

