Oggi il cliente degli studi professionali non cerca più solo un tecnico che risolva le questioni fiscali, ma una guida nel labirinto digitale, qualcuno che sappia parlare la sua lingua, ma che sia anche capace di tradurre le nuove opportunità tecnologiche in vantaggi reali per l’azienda. Il cambiamento più forte lo si vede proprio nelle aspettative dei clienti: la velocità è ormai data per scontata; inoltre, il cliente moderno sa che l’intelligenza artificiale può ridurre di molto la possibilità di errore nei dati, quindi pretende precisione, oltre che velocità. La svolta vera però riguarda la visione strategica: il cliente non vuole limitarsi a sapere quanto pagare di tasse, vuole capire come ridurre il carico fiscale nei prossimi anni: l’analisi predittiva offerta dall’AI non è più un extra, è diventata una richiesta standard.
Passaggi generazionali di partecipazioni: il vincolo quinquennale tra titolarità delle quote e controllo
Con la risposta a interpello n. 152 del 2026 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’esenzione di cui all’art. 3, comma 4-ter, TUSD richiede il mantenimento per cinque anni del controllo acquisito o integrato, non delle singole partecipazioni ricevute. La soluzione...


