Le capacità di innovazione richieste alle imprese sono messe a rischio dalla “fuga dei cervelli” dall’Italia, con conseguenze che dal mercato del lavoro si trasferiscono alla sfera sociale e culturale. Vi è, però, un piccolo segnale di un’inversione di tendenza: un aumento del numero di coloro che, dopo un’esperienza all’estero, scelgono di reinvestire le proprie competenze in Italia. Decisione che sembrerebbe incoraggiata dalle politiche di agevolazione fiscale, ma che assicura dinamicità al mercato del lavoro in un momento in cui la flessibilità costituisce il presupposto fondamentale per garantire l’efficace adozione di misure organizzative che assicurino il ricambio generazionale. Presupposto essenziale per garantire vitalità al mercato del lavoro attraverso l’osmosi tra le (nuove) competenze dei giovani e l’esperienza dei più anziani e per dare concretezza alla capacità di innovazione che la tecnologia (soprattutto l’intelligenza artificiale) richiede in modo sempre più insistente. Gli strumenti organizzativi e normativi ci sono già. Cosa manca?
Decreto Salute e Sicurezza: le novità della conversione in legge in G.U.
Più tempo per la formazione sulla sicurezza per le imprese dei settori della somministrazione di alimenti e bevande e del turismo. Con la pubblicazione della legge di conversione del decreto Salute e Sicurezza sul lavoro (D.L. n. 159/2025), gli esercizi di...


