L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 5/E del 2024, è intervenuta in materia di fringe benefit fornendo specifiche indicazioni sull’applicazione dei nuovi limiti relativi al valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti. Con particolare riferimento alle somme erogate direttamente o rimborsate al lavoratore dal datore di lavoro per l’affitto della prima casa o quelle per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa, l’Agenzia ha chiarito che per la nozione di prima casa rileva la nozione di abitazione principale. Ulteriori chiarimenti riguardano la conservazione della documentazione che giustifica le somme spese o rimborsate, l’alternanza tra fringe benefit e detrazione fiscale, la determinazione del valore dei prestiti concessi ai dipendenti, nonché la detassazione dei premi di risultato.
Staff leasing: un nodo gordiano da sciogliere al più presto
Lo staff leasing ha provocato, negli ultimi 15 anni, un vivace dibattito da cui sono derivate forti oscillazioni sul piano normativo con ripetuti ripensamenti da parte del legislatore. Anche la più recente giurisprudenza, sul tema della disciplina della...


