Nelle conclusioni del 2 ottobre 2025 alla causa C-496/24, l’avvocato generale della Corte di giustizia UE chiarisce l’interpretazione della direttiva 2001/29/CE sul diritto d’autore. L’uso di copie offline da parte degli abbonati a servizi di streaming non rientra nella riproduzione per uso privato se il fornitore mantiene il controllo su duplicazione, ubicazione e cancellazione delle opere. L’abbonato può solo fruirne sul proprio dispositivo per il periodo di disponibilità. Inoltre, tale modalità di fruizione costituisce una messa a disposizione del pubblico ai sensi dell’articolo 3 della direttiva, poiché consente l’accesso individuale in tempo e luogo scelti. Le conclusioni mirano a chiarire i limiti dell’uso privato e rafforzare la tutela dei diritti d’autore nel contesto digitale. Queste interpretazioni influenzano direttamente la gestione dei diritti nelle piattaforme di streaming e l’applicazione delle eccezioni previste dalla normativa europea.
Milleproroghe 2026: tutte le novità del decreto in G.U.
Fra le principali disposizioni del decreto Milleproroghe (D.L. n. 200/2025), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2025, n. 302, la conferma fino al 31 dicembre 2026 della disciplina in vigore del fondo di garanzia PMI, il rinvio al 31 marzo 2026...


