Con le conclusioni del 10 luglio 2025 alla causa C-797/23, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Ue ritiene che i poteri attribuiti all’AGCOM, compresa la definizione di criteri indicativi di remunerazione, la risoluzione di divergenze e il controllo dell’obbligo di informazione, sono ammissibili se rimangono in un quadro di assistenza e non privano le parti della loro libertà contrattuale. Tali meccanismi mirano a ristabilire un equilibrio in un mercato caratterizzato da una forte asimmetria tra piattaforme ed editori. Secondo l’avvocato generale, le limitazioni così introdotte non pregiudicano la libertà d’impresa tutelata dalla Carta, dal momento che perseguono un obiettivo di interesse generale riconosciuto dal legislatore europeo: rafforzare la sostenibilità economica della stampa, pilastro fondamentale della democrazia.
Legge di Bilancio 2026: le novità per professionisti e imprese
Nel Supplemento Ordinario n. 42 della Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025 è stata pubblicata la legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025). Numerose le novità fiscali: dalla riduzione al 33% dell’aliquota IRPEF per lo scaglione di reddito da 28.000 a 50.000...


