La Cassazione, in più sentenze del 2025, lancia messaggi severi indirizzati al mondo delle imprese relativamente al delitto di estorsione quale condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringe i lavoratori, con la minaccia, alla coartazione della sua capacità di autodeterminazione. La minaccia può presentarsi in molteplici forme: esplicita o larvata, scritta o orale, determinata o indeterminata e assumere la forma di semplice esortazione e di consiglio. Ma ciò che rileva è il proposito voluto dal datore di lavoro (o da chi per o con lui), inteso a perseguire un ingiusto profitto con altrui danno. E allora? Attenzione anche alle parole usate!
Permessi legge 104 condivisi: cosa succede se si superano i tre giorni mensili
L’INPS, con la circolare n. 100/2026, ha fornito chiarimenti sul superamento del limite complessivo di tre giorni mensili di permesso previsto dalla legge n. 104/92, quando più lavoratori sono autorizzati ad assistere la stessa persona con disabilità. In caso di...


