La nuova edizione del CPB per il biennio 2025/2026 porta in “dono” il nuovo vincolo di adesione congiunta tra società/associazioni e relativi soci o associati. Una modifica (analizzata dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 9/E del 2025) che rischia di limitare ulteriormente l’attrattività dello strumento, già poco utilizzato nella sua prima edizione 2024/2025. Infatti, in sostanza, l’adesione di ciascuno dipende dalla volontà (e convenienza) altrui, con un effetto domino scoraggiante. La sensazione è che il CPB continui a camminare su un crinale sottile: tra ambizione e diffidenza, tra intenzioni riformatrici e criticità operative, tra semplificazione promessa e complessità realizzata.
Crediti d’imposta da Dta: il cessionario può monetizzare
In tema di crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione delle attività per imposte anticipate, con la risoluzione n. 73 del 2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il cessionario non può cedere ulteriormente il credito acquistato e non può altresì...


