La deducibilità dei contributi versati a fondi integrativi del SSN e la non concorrenza alla formazione del reddito da lavoro dipendente dei contributi di assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o dal lavoratore a enti o casse aventi esclusivamente fine assistenziale, in conformità a disposizioni dei contratti collettivi o di regolamento aziendale, è subordinata alla iscrizione all’Anagrafe dei fondi sanitari integrativi e alla conformità dell’operato dell’ente, della cassa o del fondo al principio di mutualità e solidarietà tra gli iscritti. Con la circolare n. 4/E del 2025 l’Agenzia delle Entrate riepiloga e chiarisce la deducibilità dei contributi versati ai fondi sanitari e l’estensione del regime di non imponibilità ai familiari a carico delle coperture per la non autosufficienza.
Buoni pasto del professionista: quali sono le criticità applicative?
Per il professionista che opera in autonomia, senza un rapporto di lavoro subordinato o una collaborazione assimilata, i costi relativi ai buoni pasto risultano deducibili nel limite del 75% entro il 2% del fatturato annuo, mentre l’IVA resta interamente detraibile....


