Il contratto collettivo aziendale è stipulato tra un singolo datore di lavoro, eventualmente assistito dalla associazione di imprese alla quale aderisce, e una rappresentanza dei suoi lavoratori. Al suo interno è possibile concordare condizioni inerenti il rapporto di lavoro che siano migliorative per i dipendenti, in relazione alle esigenze da essi rappresentate, oppure derogatorie alle previsioni da CCNL laddove previsto, o ancora disporre una materia non regolamentata dalla legge e dalla contrattazione collettiva nazionale. Ad esempio, è possibile introdurre strumenti di welfare al fine di ottenerne la non imponibilità contributiva, nonché adottare un part time flessibile con articolazione dell’orario personalizzata per evitare lo svolgimento di lavoro supplementare. Tutti interventi che possono portare ad una riduzione del costo del lavoro. Quanto è possibile risparmiare?
Compliance informativa tra smart working e previdenza complementare: qual è il ruolo del consulente del lavoro
Nel 2026 la compliance informativa non è più un adempimento per così dire “accessorio”, ma diventa sempre più un punto di attenzione essenziale per aziende e professionisti. Le novità introdotte in materia di smart working, operative dal 7 aprile 2026, e quelle...


