La Corte di Giustizia UE nella sentenza del 30 aprile 2024 nella causa C-470/21 dichiara che il diritto dell’Unione non osta a una normativa nazionale che autorizza l’autorità pubblica competente, al solo scopo di identificare la persona sospettata di aver commesso un reato, ad accedere ai dati relativi all’identità civile corrispondenti a un indirizzo IP, conservati separatamente e in maniera effettivamente stagna dai fornitori di accesso a Internet. Gli Stati membri devono tuttavia garantire che tale accesso non consenta di trarre conclusioni precise sulla vita privata dei titolari degli indirizzi IP di cui trattasi.
RAEE: aggiornate norme su rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
Il decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 gennaio 2026, recepisce la direttiva (UE) 2024/884 e aggiorna la normativa italiana sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE). Il provvedimento ridefinisce...


