Calcio e Fisco italiano sono gemelli separati alla nascita. Il calcio veniva praticato ai giardinetti e nei campi da gioco in modo disordinato fino all’invenzione della moviola. A dare il colpo di grazia è ora pronto il VAR: con l’illusione della giustizia immediata e assoluta, bisogna aspettare se il gol verrà convalidato. Non si tifa per il calcio, ma per il giudizio. Ma i giudizi sono tutti opinabili, a differenza degli ineluttabili fatti della vita. Lo stesso accade nel diritto tributario: invece che incentivare la produzione di ricchezza e serenamente contribuire per la propria quota al benessere che lo Stato dà, è tutto un discutere sulle regole e seppellirsi sotto decine di adempimenti formali e inutili che, con il pretesto di introdurre maggiori controlli, impediscono di produrre e prosperare. Il tributo non dovrebbe essere “mettere le mani nelle tasche dei cittadini”, ma strumento di prosperità e giustizia: forse anche il Fisco dovrebbe tornare alla semplicità e naturalezza dei vecchi giardinetti!
Regime ”a realizzo controllato”: la valutazione antiabuso
Con la risposta a interpello n. 155 del 7 agosto 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che in relazione all'interpello antiabuso con riferimento all'applicazione del regime ''a realizzo controllato'' (ex articolo 177, comma 2, del TUIR) al Conferimento, in ragione...


