Hanno tempo fino al 31 marzo gli intermediari finanziari per inviare alla Banca d’Italia il piano d’azione per l’integrazione dei rischi climatici e ambientali nel proprio modello di business. In tale piano gli intermediari dovranno chiarire come intendono integrare i rischi climatici e ambientali in tutte le fasi del processo del credito. Cosa intendono fare per tenere conto del possibile impatto dei rischi climatici e ambientali sul pricing degli investimenti in strumenti finanziari al fine di minimizzare il rischio di perdite, nonché i rischi reputazionali e legali. Inoltre, come integrare i rischi climatici e ambientali nella misurazione e gestione del rischio di liquidità. Quali sono le misure operative che Banca d’Italia si aspetta siano assicurate dall’organo di amministrazione dell’intermediario?
Guida operativa MASE 2026 sui certificati bianchi: cosa cambia per le imprese
Il MASE ha approvato con il decreto direttoriale n. 203 del 28 luglio 2026 la nuova guida operativa sul meccanismo dei certificati bianchi. Il documento interviene sugli interventi ammissibili agli incentivi, gli adempimenti procedurali e le metodologie di...


