Hanno tempo fino al 31 marzo gli intermediari finanziari per inviare alla Banca d’Italia il piano d’azione per l’integrazione dei rischi climatici e ambientali nel proprio modello di business. In tale piano gli intermediari dovranno chiarire come intendono integrare i rischi climatici e ambientali in tutte le fasi del processo del credito. Cosa intendono fare per tenere conto del possibile impatto dei rischi climatici e ambientali sul pricing degli investimenti in strumenti finanziari al fine di minimizzare il rischio di perdite, nonché i rischi reputazionali e legali. Inoltre, come integrare i rischi climatici e ambientali nella misurazione e gestione del rischio di liquidità. Quali sono le misure operative che Banca d’Italia si aspetta siano assicurate dall’organo di amministrazione dell’intermediario?
Come cambia la vigilanza del collegio sindacale con l’arrivo dell’AI
Con la riforma 2026 del Testo Unico della finanza (TUF), attuata in via definitiva con il D.Lgs. n. 47/2026, la vigilanza dell’organo di controllo si estende al corretto funzionamento dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile, includendo la valutazione...


