Hanno tempo fino al 31 marzo gli intermediari finanziari per inviare alla Banca d’Italia il piano d’azione per l’integrazione dei rischi climatici e ambientali nel proprio modello di business. In tale piano gli intermediari dovranno chiarire come intendono integrare i rischi climatici e ambientali in tutte le fasi del processo del credito. Cosa intendono fare per tenere conto del possibile impatto dei rischi climatici e ambientali sul pricing degli investimenti in strumenti finanziari al fine di minimizzare il rischio di perdite, nonché i rischi reputazionali e legali. Inoltre, come integrare i rischi climatici e ambientali nella misurazione e gestione del rischio di liquidità. Quali sono le misure operative che Banca d’Italia si aspetta siano assicurate dall’organo di amministrazione dell’intermediario?
Regimi amministrativi per l’energia rinnovabile: le novità 2025
Il D.Lgs. n. 178/2025 introduce importanti novità sui regimi amministrativi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e impianti di accumulo. Tra i punti chiave ci sono l’ampliamento dell’ambito di applicazione, la disciplina organica della piattaforma SUER,...


