L’applicazione dell’imposta sostitutiva al 5% dell’IRPEF e delle addizionali sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, introdotta dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), richiede un’attenta valutazione e gestione in busta paga per evitare errori applicativi e futuri recuperi d’imposta. Occorre, infatti, individuare con la quota di incremento derivante da rinnovo contrattuale, verificare la corresponsione nell’anno 2026 e controllare la soglia reddituale 2025 del lavoratore. Alcuni esempi di calcolo possono aiutare a comprendere l’impatto sull’elaborazione del cedolino paga.
Interdizione anticipata della lavoratrice madre: come evitare rischi e sanzioni
L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della...


