Il recepimento della direttiva (UE) 2024/1226 mediante il D.Lgs. n. 211/2025 determina l’ingresso di nuove fattispecie nel catalogo dei reati presupposto della responsabilità degli enti. Come evidenziato dal caso Assonime 3/2026, l’intervento normativo incide sulla struttura della compliance aziendale, imponendo una revisione sostanziale dei modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001. Nel nuovo contesto, il modello 231 deve evolvere in una architettura di controllo interconnessa con i pani interni di conformità orientata alla gestione anticipata e documentabile del rischio sanzionatorio.
Servizi postali: Amazon svolge funzioni soggette ad autorizzazione nazionale
Nelle conclusioni del 9 luglio 2026 nelle cause riunite C‑535/25 e C‑536/25, l’Avvocato generale ritiene che le tre società del gruppo Amazon operanti in Italia svolgano attività riconducibili alle diverse fasi del servizio postale e che, pertanto, l’obbligo di...


