Le novità della legge di Bilancio 2026 in materia di affitti brevi comportano l’attrazione di un maggior numero di contribuenti, che prima effettuavano locazioni brevi assoggettate a cedolare secca, nell’orbita dell’attività d’impresa. Ciò non determina necessariamente un aggravio a carico dei soggetti interessati; anzi, il passaggio alla partita IVA può tradursi in un vantaggio, laddove sia possibile adottare il regime forfetario. Di seguito si richiamano le disposizioni applicabili, tenuto conto anche degli inevitabili riflessi di carattere previdenziale, e si propone un caso esemplificativo che pone a confronto il carico fiscale e previdenziale complessivo nei due casi.
Commercialisti: autovalutazione del rischio entro il 27 maggio 2026 con i nuovi modelli
Secondo quanto previsto dalla Regola Tecnica n. 1, entro il 27 maggio 2026 ciascun professionista deve provvedere all’aggiornamento dell’autovalutazione del rischio cui è esposto il proprio studio professionale. A tal fine, potrà utilizzare il modello AV.0 -...


