L’adeguamento dell’ordinamento italiano alle indicazioni provenienti dalla Corte EDU sulla normativa relativa ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali è indifferibile. È vero la modifica apportata allo Statuto dei diritti del contribuente rappresenta un primo, limitato intervento, ma serve una revisione organica dei presupposti, dei limiti e delle modalità di esercizio dei poteri istruttori, nonché l’introduzione di strumenti di tutela effettivi e tempestivi. Servono rimeditazioni profonde e ben ponderate, che coinvolgano non soltanto il legislatore, ma partano dalla dottrina e passino attraverso le opportune riflessioni della stessa Amministrazione finanziaria e arrivino anche ai giudici. I tempi stringono, perché il mancato adeguamento dell’ordinamento italiano alle sentenze della CEDU integra una violazione delle norme internazionali che, per Costituzione, devono essere rispettate.
Accisa su energia elettrica: le regole per l’applicazione
Con decreto 10 marzo 2026 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2026 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato le modalità di applicazione dell'accisa sull'energia elettrica. Ai fini del rilascio della licenza di esercizio o...


