La sentenza della Corte di Cassazione n. 24475/2026 riporta l’attenzione sul tema dell’assorbibilità del superminimo individuale, interrogandosi sul significato della sua reiterata conservazione attraverso plurimi rinnovi contrattuali idonei ad assorbirlo. Secondo i giudici della Suprema Corte la condotta delle parti consente di ricostruire l’originaria intenzione negoziale nel senso dell’inassorbibilità. Tuttavia, il solo fatto che il datore di lavoro, per lungo tempo, non abbia esercitato il potere di assorbire il superminimo non basta, di per sé, a dimostrare una rinuncia chiara e inequivoca a quel potere. Le possibili letture della vicenda possono sono essere due. Quali?
Alunni con disabilità: definizione dei LEP d’intesa con le autonomie territoriali
Con la sentenza n. 182 del 2026, la Corte costituzionale interviene sulla disciplina dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in materia di assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni con disabilità, introdotta dalla legge di bilancio...

