La CNA segnala che per artigiani e piccole imprese il costo del credito rimane elevato, soprattutto per i finanziamenti di importo ridotto, spesso necessari per investimenti mirati, gestione della liquidità o superamento di fasi di tensione finanziaria. Un’elaborazione dell’associazione sui tassi applicati al 31 dicembre 2025 evidenzia che il piccolo credito continua a risultare più oneroso rispetto ai prestiti di maggiore dimensione, con differenze rilevanti anche tra aree territoriali e categorie di imprese. Il Mezzogiorno risulta la macroarea più penalizzata, mentre permangono forti divari regionali. Il costo della liquidità è particolarmente gravoso per le operazioni di importo contenuto. Pur in presenza di una riduzione rispetto ai picchi del 2023, il costo del denaro resta lontano dai livelli precedenti alla stretta monetaria. La CNA sollecita il rafforzamento degli strumenti di accesso al credito, garanzie più efficaci e procedure più rapide.
Pesca: nuove disposizioni in materia di interruzione temporanea obbligatoria
Il decreto 22 luglio 2026 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato sulla G.U. n. 182/2026, modifica il d.m. 19 maggio 2026 sulle interruzioni temporanee obbligatorie delle attività di pesca previste dal regolamento (UE)...


