La CNA segnala che per artigiani e piccole imprese il costo del credito rimane elevato, soprattutto per i finanziamenti di importo ridotto, spesso necessari per investimenti mirati, gestione della liquidità o superamento di fasi di tensione finanziaria. Un’elaborazione dell’associazione sui tassi applicati al 31 dicembre 2025 evidenzia che il piccolo credito continua a risultare più oneroso rispetto ai prestiti di maggiore dimensione, con differenze rilevanti anche tra aree territoriali e categorie di imprese. Il Mezzogiorno risulta la macroarea più penalizzata, mentre permangono forti divari regionali. Il costo della liquidità è particolarmente gravoso per le operazioni di importo contenuto. Pur in presenza di una riduzione rispetto ai picchi del 2023, il costo del denaro resta lontano dai livelli precedenti alla stretta monetaria. La CNA sollecita il rafforzamento degli strumenti di accesso al credito, garanzie più efficaci e procedure più rapide.
Mercati agricoli UE: previsioni 2026 tra solidità e ondate di caldo
Pubblicato il 6 luglio 2026 l’edizione estiva delle prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell’UE, con cui la Commissione europea prevede una tenuta complessiva del settore nel 2026, pur senza considerare le attuali ondate di caldo estremo. Le analisi...


