La Corte di giustizia, con la sentenza del 18 giugno 2026 nella causa C‑658/24, dichiara incompatibile con il diritto dell’Unione la normativa che impone ai grandi distributori alimentari riduzioni di prezzo obbligatorie e quantitativi minimi per specifici prodotti. Tale regime, introdotto per contrastare l’inflazione, viola il regolamento OCM, poiché altera il libero gioco della concorrenza impedendo ai distributori di determinare prezzi e quantità sulla base di valutazioni economiche. La Corte ritiene inoltre che le misure non siano proporzionate agli obiettivi dichiarati, risultando incoerenti e inidonee a garantire un accesso effettivo ai prodotti a prezzi ridotti per i consumatori svantaggiati. Ai sensi della direttiva servizi, spetta al giudice nazionale verificare l’eventuale discriminazione indiretta verso operatori esteri; in ogni caso, la normativa non soddisfa i requisiti di idoneità e proporzionalità e risulta quindi contraria anche alla direttiva stessa.
Coercizione indiretta(astreintes): chiariti i limiti temporali e la perdita di efficacia
Con la sentenza n. 109 del 18 giugno 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate, nei limiti comunque indicati in motivazione, le questioni di legittimità costituzionale sull’art. 614‑bis c.p.c., sollevate in relazione alla mancanza, nel testo previgente,...


