La Corte di giustizia dell’Unione europea, con la sentenza del 16 giugno 2026 nelle cause riunite C‑188/24 e C‑190/24, ha esaminato la legittimità delle restrizioni imposte dalla Francia a determinati servizi digitali e le condizioni di responsabilità degli operatori che memorizzano e diffondono informazioni online. La Corte ha riconosciuto che le misure francesi, tra cui l’obbligo di verifica dell’età per i siti pornografici e il divieto di comunicare informazioni su controlli stradali tramite servizi di ausilio alla guida, rientrano nell’“ambito regolamentato” della direttiva sul commercio elettronico e costituiscono restrizioni alla libera circolazione dei servizi. Tali misure possono tuttavia essere applicate anche a prestatori stabiliti in altri Stati membri se perseguono obiettivi di ordine pubblico o sicurezza, risultano proporzionate e rispettano le procedure previste, inclusa la previa richiesta di intervento allo Stato di stabilimento. La Corte chiarisce inoltre che un prestatore che controlla, tramite algoritmi, la diffusione delle informazioni non può beneficiare dell’esonero da responsabilità previsto per i servizi di hosting.
Pesca: nuove disposizioni in materia di interruzione temporanea obbligatoria
Il decreto 22 luglio 2026 del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, pubblicato sulla G.U. n. 182/2026, modifica il d.m. 19 maggio 2026 sulle interruzioni temporanee obbligatorie delle attività di pesca previste dal regolamento (UE)...


