Con la sentenza n. 97 del 2026, la Corte costituzionale affronta il tema dell’accesso al Servizio sanitario nazionale da parte dei cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno per residenza elettiva ottenuto mediante conversione di un precedente titolo per lavoro o motivi familiari, a seguito del riconoscimento della pensione di inabilità civile. Investita della questione dal Tribunale di Milano, la Corte esclude l’illegittimità costituzionale dell’art. 34, comma 1, del d.lgs. n. 286/1998, ma ne fornisce una lettura costituzionalmente orientata, affermando che il diritto all’iscrizione obbligatoria e gratuita al SSN non può essere negato a soggetti che, proprio a causa della sopravvenuta disabilità, risultano maggiormente vulnerabili e bisognosi di tutela. La Consulta evidenzia come un’interpretazione restrittiva della disposizione determinerebbe una irragionevole regressione delle garanzie sanitarie e una discriminazione fondata sulla condizione di disabilità, in contrasto con gli artt. 3, 32 e 117 Cost., nonché con i principi desumibili dalla normativa internazionale ed europea a tutela delle persone con disabilità.
Trasparenza retributiva ed obblighi informativi: cosa cambia prima e durante il rapporto di lavoro
Il decreto legislativo sulla trasparenza retributiva (D.Lgs. n. 96/2026), in vigore dal 7 giugno 2026, introduce specifici obblighi informativi già prima dell’avvio del rapporto di lavoro. In particolare, il provvedimento prevede che i candidati devono essere...


