La sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande Sezione, 14 aprile 2026, causa C-418/24 (Obadal), affronta il tema della compatibilità con la clausola 5 dell’Accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (direttiva 1999/70/CE) delle misure previste dall’ordinamento spagnolo per contrastare l’abuso nella reiterazione di contratti a termine nel settore pubblico. La Corte chiarisce, in primo luogo, che la trasformazione del rapporto in “contratto a tempo indeterminato non permanente” non costituisce una misura idonea, in quanto mantiene la natura temporanea del rapporto e la condizione di precarietà del lavoratore, senza rimuovere gli effetti dell’abuso. In secondo luogo, esclude che indennità forfettarie soggette a massimali possano soddisfare i requisiti di effettività, proporzionalità e dissuasività, ove non garantiscano un ristoro integrale del danno.
Disabilità intellettive e lavoro: l’analisi dei Consulenti del lavoro
La ricerca realizzata da Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale evidenzia le difficoltà di accesso al lavoro delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, sottolineando la debolezza dei servizi pubblici di collocamento...


