L’aumento del costo dei carburanti dovuto allo shock energetico causato dalla guerra in Iran, attualmente in una precaria e incerta fase di tregua, incide in modo diretto e indiretto sui costi organizzativi delle imprese ed anche sul reddito dei lavoratori. In questo scenario, in costante evoluzione, la Commissione UE ha sollecitato il ricorso allo smart working come misura per far fronte alla crisi energetica. In particolare, grazie al lavoro agile, disciplinato dalla legge n. 81/2017 e dal Protocollo nazionale del 7 dicembre 2021, le imprese possono ridurre le spese energetiche per sedi operative, i rimborsi per eventuali trasferte e indennità di viaggio, nonché razionalizzare gli spazi garantendo una continuità operativa. Un esempio di calcolo può mettere in luce invece il risparmio diretto sul costo carburante per il lavoratore.
Interdizione anticipata della lavoratrice madre: come evitare rischi e sanzioni
L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della...


