Con la sentenza n. 35 del 2026 la Corte costituzionale dichiara non fondata la questione di legittimità sull’art. 7 del DL n. 4/2019, confermando la proporzionalità della pena (da due a sei anni) per le condotte fraudolente finalizzate all’ottenimento del reddito di cittadinanza. La Corte valorizza la specificità della misura e l’esigenza di tutela delle risorse pubbliche, escludendo sia una sproporzione intrinseca sia un’irragionevolezza rispetto a fattispecie analoghe.
Nuovi assunti: gestione TFR nei primi 60 giorni
Con il messaggio n. 2325 del 2026, l'INPS fornisce le prime istruzioni operative in merito alla gestione del trattamento di fine rapporto nell'ambito del nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare dei lavoratori dipendenti del settore privato...


