Con la circolare n. 6 del 2026 l’INPS ha aggiornato gli importi dei minimali contributivi per l’anno in corso, soffermandosi sui casi in cui, per i lavoratori subordinati, i contributi previdenziali devono essere versati sul minimale di legge anziché sulla retribuzione effettivamente corrisposta. Particolare attenzione è dedicata alle ipotesi operative più ricorrenti, quali i rapporti part-time, le retribuzioni convenzionali, i settori speciali e le situazioni in cui la retribuzione scende sotto soglia a causa di assenze non retribuite o ingiustificate. Quali sono i casi specifici in cui il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi sul minimale e non sulla retribuzione effettiva. Casi pratici ed esempi di calcolo possono essere di aiuto.
Un messaggio su WhatsApp può costare il posto di lavoro?
Un messaggio di un dipendente che critica l’azienda inviato nella chat tra colleghi può davvero costare il posto di lavoro? Dall’analisi delle recenti sentenze della Cassazione, si scopre come l'art. 15 della Costituzione protegga le conversazioni su WhatsApp,...


