Il diritto tributario è un po’ come la “Bella di Torriglia, che tutti la vogliono e nessuno la piglia”. Al diritto tributario, e anche al diritto in generale, oggi si pretende di far fare solo cose praticamente sbagliate, sulla base del fatto che l’interesse pubblico è far pagare più possibile le tasse per ragioni di giustizia. Allora se l’Agenzia delle Entrate è il gatto che deve prendere i topi, il giudice non è un Gatto mammone, il gatto coi superpoteri, ma il custode della casa, che deve controllare che i gatti facciano il loro lavoro, nell’interesse del padrone, la collettività. La Costituzione, che stranamente è strattonata e trascinata al centro del dibattito ovunque, insegna che non esiste un interesse fiscale, ma l’articolo 53 Cost. per cui bisogna pagare il tributo giusto, per una causa giusta, che attui in modo proporzionato gli obiettivi giusti e democraticamente condivisi. Sinceri difensori della Costituzione cercansi, astenersi perditempo (e maghi).
Riciclaggio: ruolo centrale per abuso delle misure agevolative e distrazione di fondi pubblici
Con il quaderno antiriclaggio n. 34 riguardante le casistiche di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, l’UIF ha raccolto una selezione di casi recenti e significativi, con l’obiettivo di rendere accessibili fenomeni complessi anche a un pubblico non...


