La riforma dell’interpello probatorio non si limita a un mero ripensamento tecnico, ma punta a riposizionare l’interpello tributario che non è più soltanto uno strumento per ottenere un chiarimento interpretativo, ma una vera e propria occasione di confronto preventivo riservata a contribuenti specifici: chi aderisce all’adempimento collaborativo e chi presenta istanza per nuovi investimenti. In questa prospettiva, il riformato interpello probatorio contribuisce a rafforzare la funzione di certezza e stabilità del diritto tributario, prerequisiti essenziali per la crescita economica e la credibilità del sistema fiscale del Paese, nonché un incentivo concreto alla realizzazione di nuovi investimenti. Una riforma, dunque, che testimonia ulteriormente l’evoluzione in corso del rapporto Fisco e contribuente.
Obbligazioni in forma digitale: l’applicazione dell’imposta sostitutiva sugli interessi e gli altri proventi
Con la risposta a interpello n. 170 del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la modalità di applicazione dell'imposta sostitutiva sugli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e altri titoli similari, emessi e circolanti in forma digitale, soggetti...


