La compliance tributaria si intreccia sempre più spesso anche con le attività delle imprese. Uno dei casi più eclatanti di queste complesse relazioni è costituito dalla partecipazione alle gare di appalto, che la normativa impedisce quando sussiste un inadempimento, definitivamente accertato, agli obblighi di pagamento dei tributi. La Corte costituzionale, con sentenza n. 138 del 2025, è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale di tale normativa. La lettura della decisione è interessante sotto più profili e la parte finale della sentenza apre spazi a ripensamenti del legislatore, il quale, nel rispetto delle norme europee, potrà valutare se adeguare le soglie di esclusione, al fine di consentire la massima partecipazione alle gare, e se dare rilievo ad un ravvedimento dell’aspirante concorrente che sopraggiunga al definitivo accertamento della violazione. Adeguamento della normativa che avrebbe anche l’effetto di non incentivare un inutile contenzioso tributario.
Correzione errori contabili: le tempistiche da rispettare
Il decreto correttivo IRPEF-IRES (D.Lgs. n. 192/2025) interviene sulla disciplina della correzione degli errori contabili modificando l’ambito soggettivo, oggettivo e i profili temporali. Con particolare riguardo alle tempistiche entro cui deve essere operata la...


