Una vicenda decisamente singolare ha messo in difficoltà un lavoratore, un Comune e, infine, la Corte di Cassazione. Al centro del caso, una lettera di licenziamento “nascosta” dalla madre del destinatario per motivi protettivi. Ma può la buona intenzione di una mamma influenzare il diritto del lavoro? Scopriamo come la Cassazione ha risposto a questa domanda, chiarendo, con la consueta precisione giuridica, quando una comunicazione recettizia si considera conosciuta dal destinatario.
Occupazione femminile nel Mediterraneo: dall’UE 25 milioni per creare posti di lavoro
La Commissione europea lancia “Surging Women’s Employment”, nuova iniziativa faro del Patto per il Mediterraneo destinata a rafforzare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro in Medio Oriente e Nord Africa. Il programma mobiliterà 25 milioni di euro, di...


