Una vicenda decisamente singolare ha messo in difficoltà un lavoratore, un Comune e, infine, la Corte di Cassazione. Al centro del caso, una lettera di licenziamento “nascosta” dalla madre del destinatario per motivi protettivi. Ma può la buona intenzione di una mamma influenzare il diritto del lavoro? Scopriamo come la Cassazione ha risposto a questa domanda, chiarendo, con la consueta precisione giuridica, quando una comunicazione recettizia si considera conosciuta dal destinatario.
Verifiche FSBA su Covid: i Consulenti del Lavoro chiedono maggiore chiarezza
Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, con un comunicato stampa del 22 aprile 2026, prende posizione in merito alle verifiche avviate da FSBA sulle prestazioni Covid. Le modalità operative adottate dal Fondo, in particolare l’invio massivo di comunicazioni...


