L’espansione del quadro normativo in materia di trasparenza retributiva negli Stati Uniti segna un importante cambio di paradigma nella governance aziendale e nella gestione delle risorse umane. Ciò che in passato era considerato un segnale volontario di equità interna è oggi divenuto, in molte giurisdizioni, un vero e proprio obbligo giuridico che incide direttamente sulle pratiche di selezione, promozione e remunerazione del personale. L’adozione di politiche di trasparenza non costituisce dunque più soltanto una scelta etica, ma si configura come un fattore strategico di competitività in un mercato del lavoro sempre più attento ai principi di equità, inclusione e fiducia reciproca. Quali sono la struttura e la ratio delle norme statunitensi sulla trasparenza retributiva e sul divieto di richiedere informazioni circa la retribuzione pregressa? E quali implicazioni gestionali comportano per le imprese multinazionali, in particolare attenzione per quelle italiane?
Contratti collettivi: CNEL introduce criteri di rappresentatività effettiva
Il CNEL ha approvato la riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi, introducendo criteri selettivi fondati sul reale radicamento dei contratti nel sistema produttivo, misurato attraverso i dati INPS. La riforma supera la logica meramente formale...


