Con la sentenza resa nella causa C-837/24, la Corte di Giustizia dell’UE ha evidenziato che non è ammissibile una normativa nazionale che preveda che un’operazione di costituzione di una società di capitali, il cui capitale sociale sia interamente versato, mediante partecipazioni detenute in altre società che possiedono beni immobili, dalla società conferente, la quale riceva, come corrispettivo, la totalità del capitale sociale della società così costituita, sia assoggettata ad un’imposta la cui base è determinata secondo il valore patrimoniale fiscale di tali beni immobili o, eventualmente, il valore contabile di bilancio.
La certezza fiscale passa attraverso il TCF e l’adempimento collaborativo
L’impresa può conseguire certezza, in campo fiscale, attraverso l’adesione all’adempimento collaborativo: benefici ambientali, correlati al termine di accertamento ridotto e alle modalità con cui si svolgono i controlli fiscali, si uniscono a benefici sanzionatori,...

