Gli ISA sono strumenti giuridici in grado di consentire una prima lettura della realtà aziendale e di registrarla per quello che oggettivamente è, senza che si debbano richiamare leggi, articoli o commi e sentenze. Da qui entra in gioco la potenziale azione dell’Agenzia delle Entrate: la fase più delicata delle spiegazioni, che anticipa quella, del tutto eventuale, funzionale alla rettifica del reddito e del fatturato. Fase nella quale il Fisco deve fare delle stime: per procedere a queste stime, non si può fare affidamento sugli ISA (non è questa la loro funzione): bisogna spingersi più avanti, avere un po’ di fantasia, interpretare la documentazione di cui si dispone e spiegare al contribuente come e perché la sua dichiarazione riporti risultati incompatibili con la realtà economica. In quale momento si dovrebbero svolgere queste operazioni valutative? Prima dello schema d’atto oppure dopo la sua notifica? E quale sarà l’atteggiamento del funzionario di fronte a uno schema d’atto da lui redatto? È questo il punto sul quale misureremo il buon esito della riforma fiscale del 2023 e sul quale – mi sia consentito – si misurerà anche il livello di civiltà del nostro Paese.
Nuova rottamazione: pagamenti rateali con tasso di dilazione al 3%
La legge di Bilancio 2026 riduce dal 4 al 3 per cento il tasso di dilazione applicabile ai contribuenti che aderiscono alla nuova rottamazione delle cartelle, riducendo l’onere in caso di pagamenti rateali. Questa riduzione pro-contribuente è specificamente mirata a...


