Fino a che punto il segreto commerciale e industriale può legittimamente comprimere il diritto all’informazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti? La tenzone nel diritto del lavoro si gioca su un terreno in cui si scontrano la libertà dell’iniziativa economica e i diritti alla dignità, libertà e autodeterminazione della persona. La Corte di giustizia dell’Unione europea segna un punto fermo imprescindibile in questo delicato dibattito: ha ribadito che la trasparenza algoritmica è un diritto fondamentale e riconosciuto e che il segreto commerciale, se debitamente provato e delimitato, può costituire un limite legittimo, purché l’accesso a informazioni sensibili e segrete sia comunque garantito attraverso l’intervento delle autorità competenti, chiamate a un rigoroso bilanciamento tra diritti fondamentali e interessi economici. Risulta evidente l’urgenza di un intervento legislativo coerente e armonico nel nostro ordinamento. Una soluzione c’è!
25 anni dall’attuazione comunitaria del contratto a termine: cosa ci hanno insegnato?
E’ passato un quarto di secolo dall’attuazione nell’ordinamento italiano della direttiva europea sul lavoro a tempo determinato, che è stato probabilmente uno degli istituti più discussi, modificati e ideologicamente contesi dell’intero diritto del lavoro. Considerato...


