Se nel mondo del lavoro l’utilizzo dell’AI modifica il rapporto tra lavoro e valore prodotto, come finanzieremo il welfare? Bill Gates ha dato a questo interrogativo una risposta provocatoria: tassare i robot e i token, le unità in cui i modelli di AI contano le informazioni che elaborano. In Italia le imposte su robot o token potrebbero orientare le imprese verso la sostituzione del lavoro umano con l’algoritmo? Non dimentichiamoci che è sempre necessario confrontare l’adozione dell’AI con il fabbisogno di tutele, distinguendo gli effetti della tecnologia da quelli del ciclo economico, della demografia e di altre innovazioni. Solo allora si potrà capire se una minore incidenza del lavoro sul valore prodotto corrisponda a una perdita effettiva di entrate o sia compensata da nuovi redditi e consumi. Se lavora l’algoritmo, il welfare non deve gravare soltanto su chi continua a porre al centro l’uomo. Il Fisco non potrà, dunque, limitarsi a colpire indiscriminatamente i redditi prodotti dai robot: dovrà assicurare che il valore generato anche grazie all’AI contribuisca al finanziamento delle tutele comuni.
Registrazioni audio nel procedimento disciplinare: le modalità di acquisizione
In tema di registrazioni audio nel procedimento disciplinare, con il pronto ordini n. 47 del 2026, il CNDCEC ha fornito chiarimenti sulle modalità pratiche di acquisizione delle registrazioni audio ivi comprese le indicazioni sui formati di salvataggio e sulle...


